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Monte Prama (Cabras, OR): archeologia dei paesaggi e ricerche geofisiche

Necropoli_Monte_Prama

 

 

 

 

 

 

 

Sotto la direzione scientifica e tecnica della Soprintendenza per i Beni Archeologici di Cagliari e Oristano, titolare unica della ricerca archeologica di Monte Prama (Proff. Alessandro Usai e Emina Usai), l’Università di Cagliari, con il Prof. Gaetano Ranieri e la sua Scuola di Geofisica, e l’Università di Sassari, con i Proff. Raimondo Zucca, Paolo Bernardini e Pier Giorgio Spanu, lavoreranno con gli studenti della Scuola di Specializzazione nei prossimi mesi anche a Monte Prama, nel Sinis di Cabras, 36 anni dopo l’ultimo scavo, e apriranno una ricerca archeologica di vasto respiro nell’area con i fondi della Regione Sardegna (LR 7/2007 sulla ricerca di base).

I lavori mirano all’analisi dell’archeologia dei paesaggi e alle ricerche geofisiche onde verificare le strutture esistenti sotto il livello attuale del terreno e, finalmente, allo scavo archeologico del celebre santuario funerario del IX e VIII sec. a.C. che ha restituito i “Giganti di Pietra”.

Il celebre sito archeologico della grande statuaria della prima età del ferro di Monte Prama è localizzato nel Sinis di Cabras (Oristano), a 2 km ad oriente della laguna di Cabras (Mar’e Pontis) e a 4 km ad occidente del Mare Sardo. Il complesso archeologico individuato casualmente nel 1974 è stato fatto oggetto di scavi, non ancora conclusi, ad opera di Alessandro Bedini (1975), Giovanni Lilliu (1977), Carlo Tronchetti e Maria Luisa Ceruti (1977) e ancora Carlo Tronchetti, in collaborazione con Paolo Bernardini, Emina Usai e Raimondo Zucca (1979).

La prossima ripresa dell’indagine archeologica suggerisce di proporre nuove linee interpretative del complesso di Monte Prama che si compone di un sepolcreto di tombe a pozzetto della prima età del ferro, monumentalizzato con la creazione di un lastricato e la sistemazione di un complesso di kolossòi, di statuto “eroico” (guerrieri, arcieri e pugilatori), di modelli di nuraghe e di betili.
Il gruppo di sculture di Monte Prama parrebbe, di conseguenza, privo di un perno ideale, il princeps, con la sua guardia militare di sei arcieri e sei guerrieri con spada e scudo, ed i sedici pugilatori impegnati in un eterno gioco funebre.

La futura ricerca archeologica di Monte Prama potrebbe forse restituire la rappresentazione del principe sardo, ma non può escludersi l’ipotesi di una specifica sepoltura di un princeps cui sia stato riconosciuto lo statuto eroico, che abbia imposto la trasformazione del sepolcro in heroon nel quadro della monumentalizzazione dell’area, con la costruzione di vari sacelli di un vero e proprio santuario, con un settore riservato alle sepolture singole. 

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