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Nabeul (Tunisia): alla ricerca della città sommersa

Ceramica Nabeul 2016 Athena e MarsiaLa sesta missione archeologica tunisino-italiana a Neapolis (Nabeul) si è svolta tra l'8 settembre e il 22 settembre 2016. Hanno partecipato alla campagna di ricerche da parte tunisina il Prof. Mounir Fantar, Ispettore dell’INP per la Tunisia Nord-orientale (Governatorati di Nabeul, Bou Aras e Bizerte), il Prof. Mohamed Hassine Fantar, già Directeur de l’Institut National d’archeologie et art della Repubblique Tunisienne e Accademico dei Lincei, il Directeur General dell’INP Fethi Behri, in seno all’INP, e la Dott.ssa Wafa Ben Slimane, chargé de recherche all’INP, con la responsabilità dell’archeologia subacquea di tutta la Tunisia, insieme ai sommozzatori Dott. Ing. Rachid Rafik, addetto alla sicurezza subacquea, e allo Specialista in biologia marina, Dott. Karim Chaouch e al Dott. Nawfel Ben Chekh e con il "Technicien à l’INP, chargé de logistique, dans le cadre du projet de coopèration tuniso-italien sul Portus Neapolitanus", Chokri Cherif. Hanno inoltre partecipato, da parte tunisina, le dottorande Ines Noussa e Soukaina Bessouda e per parte algerina la dottoranda Hanine Mess.
Per la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici "Nesiotika" hanno partecipato Adriana Scarpa, Luciana Tocco, Raimondo Zucca, Pier Giorgio Spanu dal 15 settembre, che hanno coordinato gli specializzandi Donatella Bilardi, Sara Lai, Sara Lancia, Francesco Uras.
Sede della VI missione è stata, sia la Maison de Fouille di Pupput (Hammamet), sia la Maison de Fouille di Neapolis centro delle attività, del laboratorio e del repas meridiano e del diner notturno. La divisione nelle due sedi si è resa necessaria per la numerosità dei partecipanti alla missione. La Maison de Fouille di Nabeul-Neapolis, ha potuto godere del lavoro incessante di Madame Samia Habiba Soussi, appositamente assunta per tutte le necessità della missione archeologica.
 

Gli obiettivi della nuova campagna di ricerca archeologica a Neapolis hanno riguardato da un lato l'estensione della indagine della città sommersa, dall'altro l'analisi delle insulae della Nymfarum Domus in relazione al modulo delle insulae della colonia Iulia Neapolis e della centuriazione settentrionale dell'Africa Proconsularis risalente ancora alla terz'ultima decade del II sec a.C. Per quanto concerne la ricerca subacquea deve osservarsi che per la prima volta è stato possibile l'utilizzo di uno Zodiac a motore dotato di tutte le attrezzature per le indagini sottomarine, compresa la dotazione di buteilles de gaz (bombole di aria compressa) e di un compressore. Grazie a questi mezzi messi a disposizione dell'INP e dall'associazione Sirena del Mediterraneo di El Haouaria è stato possibile determinare l'estensione ed il posizionamento, tramite GPS con differenziale, di numerose officine di salagione divise da strade della Colonia, che risultano interessate da crolli degli elevati e dalla distruzione di pavimenti di vasche imputabile ad un terribile sisma del IV sec d.C. con il conseguente fenomeno di sprofondamento tettonico, che ha determinato l'inabissamento di un terzo della città di Neapolis. Una ricerca nel settore ad Est della foce dell'Oued Souhil ha permesso di identificare il promontorio di Sidi Slimane, sprofondato e fratto dal su ricordato fenomeno tettonico. A questo promontorio si agganciava il molo di sopraflutto del Neapolitanus Portus, costruito con paramento di blocchi di calcare, di cui sono stati individuati numerosi esemplari, salvati dall'asportazione in occasione della costruzione della nuova Nabil (Nabeul). Le analisi a circa 300 mt. a largo dell'attuale linea di riva hanno assicurato l'individuazione di un relitto che trasportava anfore Africane II C di presumibile produzione neapolitana, destinate allo stivaggio delle salse di pesce prodotte a Neapolis: dovremmo dunque pensare ad una nave sprofondata su un fondale di 8-10 metri poco dopo la partenza dal Porto di Neapolis.
Eccezionale interesse ha destato nell'équipe di ricerca la scoperta di un relitto spiaggiato ed incendiato presso l'arenile immediatamente a occidente della riva destra dell'estuario dell'Oued Souhil. Da notizie raccolte in loco dalla responsabile per l'archeologia subacquea della Tunisia, Wafa Ben Slimane, sembrerebbe confermata la natura di nave da carico per la segnalazione in mare di anfore stivate nella parte superstite della nave, di cui sono visibili le ordinate e l'estradosso della chiglia, per circa 12 mt. di lunghezza residui di una lunghezza totale di circa 20 mt.
L'analisi terrestre ha consentito con due saggi di evidenziare la prosecuzione del decumanus meridionale della Insula della Nymfarum Domus, ancora parzialmente dotato di basoli di calcare del lastricato originario. Vi è dunque la possibilità di acquisire anche per la valorizzazione di detta Insula delle parti terminali verso occidente dei due decumani, settentrionale e meridionale, e del cardo occidentale finora non individuato. Su esplicita richiesta del Direttore Generale dell'INP, Fathi Bahri, la prossima missione comporterà la prima indagine globale con metodi geofisici della Colonia Iulia Neapolis, che rivelerà la struttura urbanologica della colonia romana. Tra i materiali archeologici rinvenuti nei due saggi stratigrafici si deve segnalare un frammento forse pertinente ad una forma chiusa della officina africana di Navigius con il tema mitologico della contesa musicale tra Athena e Marsia.
 

 

 

 

 

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