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Maxula Prates face à Carthage, sur la route du Cap Bon e Les exploitations rurales en Afrique romaine, d'après la mosaïque

17 marzo 2014 - Dott. Mounir Fantar (INP-Tunis)

NESIOTIKA

Mosaico orsi Maxula

17-18 marzo 2014 - Lunedì 17 e martedì 18 Marzo, a partire dalle ore 9.30, nell'ambito dell'insegnamento di "Navi e porti nell'antichità classica" tenuto dal Prof. Raimondo Zucca, il Prof. Mounir Fantar (INP-Tunis) ha tenuto due seminari dal titolo "Maxula Prates face à Carthage, sur la route du Cap Bon" e "Les exploitations rurales en Afrique romaine, d'après la mosaïque".

Maxula è una colonia romana (Colonia Iulia industria o indulgentia maxula) probabilmente fondata da Cesare o da Ottaviano. Nell'Itinerarium Antoninii è citata come Maxula Prates (ossia per rates) con riferimento alla sua accessibilità attraverso delle barche che attraversavano le Lac de Tunis. Ci è pervenuto anche un tariffario relativo al trasporto di cammelli, asini, cavalli con i loro carichi attraverso un'iscrizione latina. A Maxula il Cristianesimo penetrò assai precocemente e per il 22 luglio il Martirologio Geronimiano segnala la commemorazione di un gruppo di martiri maxulitani. Il Re Vandalo Genserico aveva proprio a Maxula una residenza estiva utilizzata insieme al suo palazzo regio a Cartagine. Il sito di Maxula corrisponde all'attuale centro di Radès, alla periferia sud di Tunisi. Gli scavi archeologici dell'800 misero in luce numerosi edifici con ricchi mosaici, tra cui il mosaico degli orsi, nel quale l'ursus Braciatus insegue uno spaventatissimo struzzo che fugge.

Il tema del secondo seminario è relativo al patrimonio musivo che ha restitutito l'Africa romana, un patrimonio fra i più ricchi del mondo antico, esposto nel Museo del Bardo di Tunisi, nei vari musei locali e talvolta in situ nelle aree archeologiche. Nella varietà di temi che i mosaici propongono il Prof. Fantar ha individuato quello delle produzioni in ambito rurale, relative all'agricoltura anche specializzata (viticoltura, olivicoltura), all'allevamento e ad altre attività economiche nell'ambito delle campagne. Due iscrizioni del principio del V sec d.C. rinvenute a Neapolis (Nabeul) menzionano due personaggi che avevano rivestito il ruolo di transvecturarii e di navicularii (ossia organizzatori del trasporto interno fino ai porti d'imbarco e organizzatori del trasporto navale) in relazione al Porto Neapolitano. Dobbiamo immaginare che le attività produttive delle campagne, rappresentate nei mosaici, oltre ad avere una finalità secondaria del consumo interno, avevano una funzione di esportazione per il mercato mediterraneo.

 


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