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Caere dall'autonomia alla civitas sine suffragio: un'indagine storico-archeologica

24 febbraio 2014 - Prof. Mario Torelli, Prof.ssa Concetta Masseria e Prof. Giorgio Rocco

NESIOTIKA

NES_Foto Masseria Ballo Maschera

24 febbraio 2014 - La Scuola di Specializzazione Nesiotikà ha avuto nuovamente l'opportunità di ospitare l'Accademico dei Lincei Prof. Mario Torelli che ha presentato la sua indagine su "Caere dall'autonomia alla civitas sine suffragio: un'indagine storico-archeologica". A partire dalla situazione storica e archeologica di Caere tra la "rinascita" del IV secolo a.C. (in realtà la fine dei regimi oligarchici e della loro austerità) e il 273 a.C., anno della sottomissione della città a Roma e della trasformazione della civitas sine suffragio da condizione di privilegio a statuto inferiore, è stata analizzata la storia dell'insediamento nel territorio, la prosopografia della nobilitas locale, con le diverse strategie matrimoniali, e soprattutto il rapporto con Roma, sulla base di presenze di liberti e clientes dell'aristocrazia romana nella città e la funzione di grande centro mercantile e di attività banausiche, individuando la fine della città nella decisa scelta di Roma di gestire direttamente le attività in precedenza delegate ai Ceriti.

Hanno portato il loro contributo al seminario anche la Prof.ssa Concetta Masseria dell'Università degli Studi di Perugia e il Prof. Giorgio Rocco dell'Università degli Studi di Bari. Il contributo della Prof.ssa Concetta Masseria è stato incentrato sul tema "Il ballo in maschera, iconografia di una festa" cui ha seguito l'approfondimento del Prof. Giorgio Rocco con un intervento dal titolo: "Le fasi ellenistiche dell’agorà di Kos". La città di Kos, fondata per sinecismo nel 366 a.C., era basata su di un impianto urbano strutturato su di una griglia di isolati orientati N-S; il nuovo insediamento fu protetto sin dalla fase iniziale da una imponente cinta muraria che prevedeva la difesa degli stessi quartieri del porto. L’impianto dell’agorà risale almeno a partire dalla fine del IV secolo, quando venne realizzata una delle più estese agorai del mondo greco, sviluppata per oltre trecento metri in direzione Nord-Sud, a partire dal tratto settentrionale della cinta muraria sino alla plateia che divideva in due l’abitato, attraversandolo da Est ad Ovest. Si trattava di uno spazio rettangolare circondato da portici dorici e sollevato su di una terrazza artificiale, che venne realizzato in più fasi costruttive sino a divenire agli inizi del II secolo a.C. oggetto di monumentale ricostruzione. La parte più settentrionale del complesso, più vicina al porto, aveva funzioni prevalentemente commerciali, mentre nella parte meridionale, presso la plateia, deve essere riconosciuta l’agorà civile e religiosa. Scavi recenti, finalizzati ad indagare la relazione tra agorà e quartieri del porto, hanno consentito l’identificazione di un collegamento tra le due aree che risale già alla stesura iniziale dell’impianto. Le indagini hanno consentito inoltre di identificare un ulteriore spazio commerciale nell’ambito degli stessi quartieri del porto, rivelando una ulteriore specializzazione degli spazi agorali coerentemente con quanto accade in altri importanti centri dell’area e consentendo una più approfondita conoscenza dell’evoluzione urbana di un importante centro ellenistico.

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