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Archeologia a Pianosa

22 aprile 2014 - Dott.ssa Lorella Alderighi - Soprintendenza Archeologica della Toscana.

NESIOTIKA

"Bagno di Agrippa panoramica"

Mercoledì 22 aprile, a partire dalle ore 15,00, si è svolto il seminario dal titolo "Archeologia a Pianosa" tenuto dalla Dott.ssa Lorella Alderighi, funzionario archeologo della Soprintendenza Archeologica della Toscana.

L'isola di Pianosa fa parte del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano dal 1998 a seguito della dismissione del penitenziario; da tale data, l'isola è stata restituita alla pubblica fruizione se pure con un accesso contingentato fino a 250 visitatori al giorno che partecipano alle escursioni naturalistiche all'interno del parco e/o usufruiscono della splendida spiaggia di San Giovanni nel periodo estivo.
L’isola è stata oggetto di ricerche archeologiche fin dal 1974 e 1975 ad opera di Don Gaetano Chierici, reggiano, che fu chiamato dal conterraneo Leopoldo Ponticelli, direttore della colonia penale agricola avviata nel XIX secolo, per studiare i reperti archeologici che stavano venendo alla luce durante la costruzione delle strutture detentive.
Chierici con grande perizia eseguì il rilievo dei resti del “Bagno di Agrippa”, si interessò alla rete di cunicoli della catacomba, effettuò scavi nelle caverne abitate e nelle grotte sepolcrali recuperando i resti delle prime culture umane qui insediate. Tutti i materiali furono poi trasferiti a Reggio Emilia, dove diedero vita all’importante nucleo collezionistico archeologico dei Musei Civici.
Da qui i principali reperti archeologici sono tornati per una mostra nel 2013 presso la nuova Casa del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, determinando la ripresa delle attività di valorizzazione dell’archeologia pianosina, tra cui la celebrazione, il 19 agosto scorso, del bimillenario della morte di Augusto e del nipote Agrippa Postumo, ivi fatto uccidere subito dopo la morte dell’imperatore da cui era stato relegato nell’isola nel 7 d.C.
Alla proprietà di Agrippa Postumo sono attribuiti i resti del cosiddetto “Bagno di Agrippa”, parte a mare di una villa che doveva svilupparsi verso l'interno dell'isola.
Il complesso è costituito da ambienti di ricevimento e residenziali, comprendenti un impianto termale, una grande vasca con isolotti all'interno e circondata da un peristilio, un teatro capace di ospitare ben 200 spettatori e due strutture circolari ormai sommerse dall'ingressione marina, ma un tempo emerse sopra il livello dell'acqua, identificate come un ninfeo ed una peschiera; di Agrippa Postumo lo storico Dione Cassio ricorda, infatti, la passione smodata per la pesca.
Con la collaborazione del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, verrà prossimamente realizzata a cura della Soprintendenza Archeologia della Toscana e del Dipartimento di Scienze fisiche della Terra e dell’Ambiente dell’Università di Siena, una guida ai siti geologici, paleontologici ed archeologici dell’intera isola, siti non visitabili in passato, e che saranno a breve raggiungibili grazie ad una serie di percorsi guidati realizzati appositamente affinché non solo per gli specialisti sia aperta la conoscenza della ricchezza culturale di Pianosa, isola sottoposta in toto a vincolo archeologico.

 


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