UNO L'Università a Oristano

Consorzio UNO - L'Università a Oristano

UNO - L'Università a Oristano

Menu principale

L'Università a Oristano

UNOrienta

Servizi

Ricerca e Territorio

Multimedia

Notizie e Rassegna stampa

Contatti


Università degli Studi di Cagliari Università degli Studi di Sassari
Home > Notizie e Rassegna stampa > Rassegna Stampa > 2012 > «Il cda senza donne è illegittimo» Guerra rosa in ateneo
Stampa il contenuto

«Il cda senza donne è illegittimo» Guerra rosa in ateneo

15 luglio 2012

Maria Lucia Piga La mancanza di rappresentanza femminile che avevamo più volte richiesto porterà l’università all’ingovernabilità

Scoppia la battaglia per le quote rose all’università. A dar fuoco alle polveri sono state le nomine, praticamente tutte maschili, nel consiglio d’amministrazione dell’ateneo, eletto il 27 giugno scorso e insediatosi appena quattro giorni fa. Nomine che violerebbero i principi costituzionali di trasparenza e di pari opportunità previsti dalla riforma Gelmini con la legge 240 del 2010, secondo la quale l’equilibrio tra consiglieri uomini e donne deve essere rispettato in ogni componente: interna, esterna e studentesca. L’unica, quest’ultima, che sia riuscita ad eleggere due universitarie nell’organo di governo con una votazione che però si era svolta separatamente.

Un pasticcio, quello dell’assenza femminile, a cui una parte del mondo accademico chiede ora di rimediare, anche adottando provvedimenti in autotutela «perchè c’è il rischio reale che si metta in crisi la governabilità dell’ateneo – dice la presidentessa del Comitato di garanzia per le pari opportunità Maria Lucia Piga–. A fronte di un cda composto senza tener conto della legge 240, chiunque può impugnare un suo atto ritenendolo illegittimo».La presidentessa, con due comunicazioni al rettore, al direttore generale e ai senatori del 26 giugno e del 10 luglio scorsi, chiedeva sia provvedimenti per riequilibrare l’organismo che la sospensione dell’insediamento del cda. Ma alle sue richiesta non è arrivata nemmeno uno straccio di risposta e il rettore Attilio Mastino, facendo imbufalire l’altra metà del cielo universitaria, avrebbe liquidato la vicenda come «una questione interna». Ma intanto è cresciuta la mobilitazione. I consigli dei dipartimenti di Agraria e di Scienze politiche hanno votato, entrambi all’unanimità, mozioni in cui si esprime preoccupazione e disagio .

Di più. I docenti di Agraria chiedono al rettore «di voler riconsiderare la composizione di genere del cda in ragione della competenze che a lui sono attribuite dal nuovo statuto di ateneo e per le prerogative che gli sono proprie di “assicurare l’osservanza delle norme dell’ordinamento universitario”». Una presa di posizione seguita a quella personale deldirettore del dipartimento di Agraria, Giuseppe Pulina, che rivolgendosi al Magnifico aveva dato man forte alla Cpo segnalando una «carenza» nell’assenza di rappresentanza femminile e segnalando che «altri atenei, come quello federato di Cagliari, hanno invece previsto espressamente nel loro statuto la pari opportunità di genere per una quota pari almeno a un terzo dei componenti del cda». Infatti, nella nuova “carta” dell’ateneo la rappresentanza femminile non viene fissata, ma demandata alle disposizioni di legge. Anche questa una “dimenticanza” che è un campanello d’allarme. Una cosa, intanto, è certa: già dall’inizio dell’avvio delle procedure di nomina del consiglio d’amministrazione, per le donne non tirava un’aria buona. E lo si capisce dal fatto che pur tra tante autorevoli candidature femminili, soltanto due donne siano state giudicate idonee, e solo nella fascia dei docenti.

Non elette, appunto, una di loro, successivamente, è stata scelta per la squadra dei 27 delegati del rettore che completano la nuova governance di ateneo. A vederlo da fuori, sembrano le classiche lacrime di coccodrillo del solito maschilismo dilagante; ogni tanto prova vergogna e cerca di metterci una pezza. Ora bisognerà vedere cosa accadrà. Sulla composizione del cda potrebbe essere il ministero a voler dire la sua, affermano alcune correnti di pensiero. Da parte sua il rettore, si dice, avrebbe ottenuto da giuristi consultati il via alle nomine. Non si sa se i giuristi chiamati ad esprimersi siano stati uomini o anche donne. (p.f.)


CONSORZIO UNO Chiostro del Carmine, via Carmine - Oristano, Codice fiscale: 90021620951 - Partita IVA: 01128230958
Centralino: tel. 0783 778005, fax 0783 778006 - Segreteria studenti: tel. 0783 779086, Email segreteria@consorziouno.it - Privacy policy - Credits - webmail webmail