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Università da record, dopo la laurea arriva subito il lavoro

4 giugno 2016

ORISTANO. È un luogo comune, un’opinione quasi consolidata quella secondo cui le università delle piccole cittadine siano di serie B rispetto alle altre. È innegabile che la laurea conseguita in un’università dal nome altisonante faccia gola a chi si trova nella posizione di dover offrire un posto di lavoro che, schiavo forse di stereotipi, declassa automaticamente le lauree conseguite in atenei meno famosi e all’apparenza meno prestigiosi.

Il Consorzio Uno, l’università di Oristano, con le sue statistiche fa in mille pezzi il triste cliché tanto odiato dagli studenti sardi, dimostrandosi un valido trampolino di lancio tale da assicurare un atterraggio morbido e sicuro nel mondo del lavoro. L’ufficio management del Consorzio Uno, svolge infatti un’indagine sui laureati dei corsi per monitorare l’inserimento occupazionale a un anno dal conseguimento del titolo di studio, indagine dai risultati decisamente positivi quella che rileva la condizione occupazionale dei laureati al 31 dicembre 2014.

Per quanto riguarda il corso di studi in Economia e Gestione dei Servizi Turistici i dati dimostrano che a 12 mesi dalla laurea su un totale di 288 laureati solo il 16% è disoccupato o in cerca di occupazione, il 36% prosegue gli studi e il 48% è già occupato. «Ho trovato lavoro dopo otto mesi dalla laurea – afferma Laura Melis, 24 anni laureata in EGST nel 2013 –. Ho iniziato grazie a un tirocinio post laurea offerto proprio dalla mia tutor dell’università, tirocinio trasformatosi poi in un contratto di lavoro. L’orientamento in uscita è solo uno dei punti di forza dell’università oristanese. Sono molto soddisfatta sia del lavoro che del percorso formativo – prosegue infatti Laura Melis, che ora lavora presso una struttura ricettiva del nord Sardegna –. Consiglio sempre il mio corso di studi, ma soprattutto l’università di Oristano perché offre la possibilità di studiare in un ambiente che nessun’altra università ti può dare. Non credevo possibile ci si potesse legare così tanto ad un luogo o a tutte le persone che ci lavorano, ti stanno accanto e ti entrano davvero nel cuore».

La minore percentuale di occupati tra gli ex studenti in Biotecnologie Industriali – 28% su 157 laureati – è dovuta al fatto che il 50% decide di proseguire gli studi. Tra loro, Alessandro Medda, 24 anni, che ha chiuso il suo percorso al Consorzio UNO a settembre del 2014. «Gli studi a Oristano sono stati utili, ma alcune volte alcuni argomenti che mi interessavano sono stati affrontati in modo meno approfondito rispetto a quello che era per me utile – afferma lo studente che si sta per laureare in Molecular Biology and Genetics a Pavia –. Ma il mio non è un giudizio negativo perché consiglierei l’Università di Oristano per il contesto familiare che si viene a creare con i professori e tutto lo staff, per i laboratori didattici e per il posto in cui si trova».

Un’alta percentuale di occupati è il fiore all’occhiello anche del corso di laurea in Tecnologie viticole, enologiche, alimentari diviso in due curricula. Degli 89 laureati in Tecnologie Alimentari il 42% è occupato, il 38% prosegue gli studi e il restante 20% è disoccupato o in cerca di lavoro. A soli quattro mesi dal conseguimento del titolo di dottore nel 2014, Pietro Serra, 28 anni di Macomer, ha trovato lavoro grazie a un tirocinio post laurea: «L’università di Oristano ha un valore aggiunto. Essendo una piccola sede si ha un rapporto migliore con i docenti con cui ci si può confrontare anche dopo la laurea», afferma Pietro che attualmente lavora nella sede di Olbia dell’azienda As do Mar come tecnico di produzione nel settore di ricerca e sviluppo –. La struttura con tutor e manager didattico ti aiuta con un orientamento mirato sia in entrata che in uscita».

Dulcis in fundo, il curriculum in Viticultura ed Enologia che vanta, su 96 laureati, il 66% di occupati, il 15% prosegue gli studi e il 19 non ha un’occupazione. A veder posata sul proprio capo la corona d’alloro è stato Francesco Ibba che ha trovato lavoro a sei mesi dalla discussione della tesi nel 2013, a seguito di un tirocinio post laurea nella Cantina della Vernaccia di Oristano. «Consiglierei sicuramente sia il corso che l’università. È un settore che ha un certo significato per la Sardegna – spiega il giovane che attualmente lavora ad Arborea nell’azienda Quarto moro di Sardegna, reduce dal successo del
Vinitaly –. L’università di Oristano non è assolutamente di serie B. Non essendo in tanti, c’è un rapporto familiare non solo tra colleghi, ma anche tra docenti. Sono pienamente soddisfatto del percorso formativo che mi ha fornito buone basi da cui poter partire».


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