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Museo della scienza, l’Università di Sassari apre una nuova strada

10 giugno 2016

Mercoledì inaugurata una struttura destinata a crescere. Esposte dieci collezioni con centocinquantamila reperti
di Antonio Meloni
 
SASSARI Quando la scienza diventa oggetto d'esposizione racconta la storia di tecniche e strumenti usati dai ricercatori che, negli anni, si sono avvicendati nelle facoltà universitarie sassaresi. Un viaggio affascinante, dal 1804 a oggi, che ripercorre, attraverso un excursus cronologico e disciplinare, l'intensa attività didattica e di ricerca finalizzata alla diffusione del sapere scientifico.
Da mercoledì il mUNISS, museo scientifico dell'università di Sassari, è finalmente una realtà: la struttura, curata da Stefania Bagella, è stata inaugurata nel polo bionaturalistico di Piandanna. Assieme al rettore Massimo Carpinelli, c'erano anche lo storico Antonello Mattone e il fisico Guido Tonelli. Più di centocinquantamila reperti, dieci collezioni, duecento metri quadrati di esposizione che custodiscono la parte più significativa del patrimonio scientifico universitario.
Seguendo il filo conduttore individuato dalla curatrice dell'allestimento, si possono apprezzare reperti importanti e di rara bellezza, dagli encefali dell'anatomista Luigi Rolando (1804), all'esotico gaviale del Gange, diventato quasi il marchio del museo. Ancora, minerali e animali imbalsamati, strumenti e arredi che, nel tempo, hanno perso valore scientifico e acquisito rilevanza documentale, antichi macchinari che testimoniano il progresso delle tecniche diagnostiche in medicina. Poi ci sono i gabinetti di fisica e chimica, perfino il banco da lavoro di un antico laboratorio ricostruito nel dettaglio con tanto di pinze, pipette e contenitori per reagenti.

Il primo impulso dato alla creazione del museo, si deve all'allora rettore Alessandro Maida (presente alla cerimonia inaugurale) che per la prima volta, nel 1998, istituì una commissione con l'incarico di gettare le prime basi per la costituzione del museo della scienza e della tecnica e quindi censire e catalogare l'ingente patrimonio di beni a carattere storico-scientifico dell'ateneo. Il lavoro di raccolta, censimento e catalogazione del materiale venne quindi affidato, qualche anno più tardi, a Stefania Bagella che della nuova struttura ha curato l'allestimento.
Va detto comunque che nella grande sala espositiva, al piano terra del polo di Piandanna, c'è solo una minima parte del ricchissimo patrimonio dell'Università: «L'esposizione - spiega infatti la curatrice - è molto limitata e per completezza rimanda inevitabilmente a reperti presenti e visitabili anche nei diversi dipartimenti dell'ateneo, come le collezioni botanica ed entomologica».

La costituzione del museo si deve anche a un recente finanziamento di sessantamila euro, stanziato dal ministero per la Ricerca scientifica, grazie al quale è stato possibile allestire il primo impianto di quello che si auspica possa essere l'avvio di una struttura destinata a crescere. «Il museo - ha concluso infatti Antonello Mattone, delegato del rettore per la memoria storica - nasce con il duplice intento di tutelare un patrimonio prezioso e diffondere il sapere scientifico». Uno dei primi obiettivi di questo progetto sarà l'inserimento del mUNISS nella rete regionale dei musei, ma anche la promozione di eventi a carattere scientifico. A partire dal prossimo anno scolastico, inoltre, la struttura, a richiesta, potrà essere visitata dalle scuole. Del Museo è stato realizzato anche un bel catalogo cartaceo e un sito internet all'indirizzo http://museo.uniss.it.


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