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La Provincia dà lo sfratto all’Università

22 gennaio 2017

ORISTANO. C’eravamo tanto amati. E ora non solo non ci amiamo più, ma ti butto fuori di casa. Dopo venti anni di convivenza nello stesso Consorzio – UnO – sotto il quale è cresciuta l’Università di Oristano, la Provincia dà lo sfratto all’ateneo dal Chiostro del Carmine. E lo fa con un’intimazione attraverso l’ufficio legale: 15 giorni di tempo per liberare “da persone e cose” i locali. La lettera formale è arrivata il 17 gennaio. Per uno scherzo del destino, allo scoccare esatto dei venti anni dalla prima lezione, di Economia politica e amministrazione delle imprese. Mai anniversario fu più funesto. Dopo venti anni, è venuto al pettine il nodo dei nodi: il canone mai pagato dal Consorzio all’amministrazione provinciale, proprietaria del Chiostro del Carmine. La Provincia, attraverso il Commissario Massimo Torrente, batte cassa: e chiede 178mila euro di affitto all’anno. Se prima la locazione era gratuita, ora l’ente non se lo può più permettere: non glielo consentono le condizioni finanziarie. E la legge impone che gli enti, nel processo di razionalizzazione delle partecipate, rendano produttivi i loro immobili. Questa la teoria.

Il presidente Sanna. La notizia dello sfratto l’ha data il presidente del Consorzio UnO, Gianvalerio Sanna. Con una lettera inviata agli studenti, che sono circa 700, al personale, ai docenti, agli amministratori e ai Consorziati. «La Provincia di Oristano, sul presupposto che il Consorzio occupi senza titolo il Chiostro del Carmine, ha intimato di lasciarlo libero entro 15 giorni. Il che comporterebbe l’interruzione dei corsi universitari e lo svolgimento di qualsivoglia attività da parte del Consorzio. Non solo, la Provincia pretende, per consentire al Consorzio di restare, un canone di locazione annualmente determinato in 178mila. Così facendo, la Provincia sancisce la chiusura della sede universitaria di Oristano+».

L’accordo mai scritto. Il fatto è che quando l’Università oristanese prese piede, 20 anni fa, l’allora giunta provinciale, presidente proprio Gianvalerio Sanna, sancì che i locali del Chiostro dovessero essere sede dell’attività universitaria (il Consorzio venne costituito da lì a poco). Fatto sta che né Sanna, né i suoi successori, hanno mai formalizzato quell’accordo tacito: ossia non c’è un contratto scritto di locazione, seppure a titolo gratuito, o simbolico, un pezzo di carta che metta nero su bianco, quel che in teoria tutti auspicherebbero. Vale a dire, lasciare che il Chiostro continui a ospitare UnO.

L’ultima delibera. C’è anzi, negli ultimi giorni della giunta guidata da Massimiliano De Seneen – prima della dichiarazione di morte presunta della Provincia appena riesumata – l’approvazione del documento di razionalizzazione delle patecipate che indica la necessità di ricavare un reddito dal Chiostro del Carmine. E con quell’atto, formale, bisogna misurarsi.

Il Commissario. Massimo Torrente, commissario della Provincia, respinge il ruolo di becchino dell’Università. «Posto che siamo disponibili a trovare un accordo, è da un anno e mezzo che discutiamo inutilmente con il Consorzio. Ribadisco: abbiamo chiesto pareri alla Corte dei conti, non abbiamo alternative e non intendo essere coinvolto in una responsabilità di carattere contabile. Detto questo, ho più volte sollecitato il presidente Sanna a coinvolgere la Regione. Anzi: sono disposto a condurre con il Consorzio Uno questa battaglia. Non mi risulta che finora la Regione sia stata coinvolta. E tra tutti i soci, la Provincia è l’unica che nel Consorzio mette soldi; rinunciando a quelli dell’affitto».

La mobilitazione. Per Sanna le cose non stanno così. Scrive: «Dispiace assai che la Provincia di Oristano, contrabbandando per obbligo alla valorizzazione del proprio patrimonio a valori di mercato, quello che in realtà obbligo non è, abdichi al proprio ruolo di promotore degli interessi generali della comunità e persegua esclusivamente il proprio interesse economico». E allora: «Ci opporremo con tutte le nostre forze sia promuovendo la mobilitazione di tutti coloro che hanno a cuore
l’esistenza dell’Università a Oristano e la prevalenza della buona politica che sa scegliere gli interessi da tutelare sulla miope burocrazia contabile». Appuntamento per mercoledì, 25 gennaio alle 5 della sera, al Chiostro del Carmine. Ancora, e non si sa per quanto, sede del Consorzio Uno.

LE CIFRE
1996 È L’ANNO DI AVVIO DEI CORSI UNIVERSITARI, IL CONSORZIO UNO COMPRENDE COMUNE, PROVINCIA, CAMERA DI COMMERCIO, CONFCOMMERCIO, ENTE BILATERALE DEL TURISMO, ASSOCIAZIONE DEGLI INDUSTRIALI AYMO CONSULTING , 3A ARBOREA, FAITA , BIOTECHNE
700 IL NUMERO DEGLI STUDENTI CHE ATTUALMENTE FREQUENTANO I CORSI DI LAUREA: ECONOMIA E GESTIONE DEI SERVIZI TURISTICI, BIOTECNOLOGIA INDUSTRIALE, TECNOLOGIE VITICOLE, ENOLOGICHE E ALIMENTARI, AI QUALI SI AGGIUNGE LA SCUOLA DI SPECIALIZZAZIONE IN BENI ARCHEOLOGICI
178mila È LA CIFRA CHE LA PROVINCIA CHIEDE AL CONSORZIO PER IL CANONE ANNUO D’AFFITTO


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