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“Giù le mani dalla nostra Università”

22 gennaio 2017

Scatta la mobilitazione per evitare lo sfratto all’ateneo: a docenti, personale e studenti si affiancano tantissimi cittadini

I COMMENTI SUL WEB È un bene di tutto il territorio che non può essere classificato solo in base alle categorie dei costi di gestione
di Enrico Carta

ORISTANO La sollevazione popolare è iniziata e non ha colori politici. Oristano è pronta a fare le barricate per la sua università e la sensazione è che all’assemblea pubblica in programma mercoledì all’ora del tè pomeridiano non parteciperanno i soliti quattro gatti. La protesta che sarà accolta nelle mura dell’ex convento del Carmine, sede dell’ateneo oristanese che per la sua bellezza architettonica è anche un punto di forza dell’offerta formativa, coinvolgerà persone ben oltre la schiera dei docenti, del personale e degli studenti delle facoltà ospitate nel palazzo che fu dei frati e che oggi appartiene alla Provincia. È l’ente commissariato il bersaglio generale dei molteplici commenti affidati ai vari social network, dove hanno subito trovato spazio gli interventi dei politici di uno schieramento che è trasversale quanto mai. Partiti, singoli esponenti e movimenti più o meno civici hanno immediatamente messo il cappello sulla battaglia per salvare l’ateneo che si può dire ufficialmente cominciata dopo il colpo di cannone sparato dall’amministratore straordinario della Provincia Massimo Torrente. Per evitare di rischiare di pagare di persona il danno erariale sancito dalle nuove leggi ha inviato la lettera di sfratto al Consorzio Uno, debitore di 178mila euro di affitti mai pagati, cifra da saldare entro quindici giorni.

La Provincia, che non ha possibilità di coprire di suo quella cifra, era destinata a morte certa sino alla rivoluzione dell’ultimo referendum che, con la vittoria del «no», l’ha di fatto rimessa in piedi fermando il processo di cancellazione. E così, ritrovato ossigeno vitale, l’amministratore in attesa che si riformino gli organi amministrativi, ha portato avanti il procedimento che era stato avviato dall’ultimo presidente (eletto) della giunta provinciale ovvero Massimiliano De Seneen. Si può però tranquillamente dire che l’ateneo ha vissuto come sospeso nel vuoto normativo per vent’anni – giunte provinciali guidate da Gianvalerio Sanna oggi presidente del Consorzio Uno che gestisce l’università, Mario Diana, Pasquale Onida, Massimiliano De Seneen – in cui mai è stato chiarito questo aspetto dell’affitto che ora rischia di mandare gambe all’aria il gioiellino. Di fronte a questa possibilità sono insorti sindaci del territorio. Ad esempio, quello di Arborea Manuela Pintus ha detto: «È necessario che tutti si impegnino a difesa di un’istituzione i cui costi sono nettamente inferiori ai benefici socio-culturali che la sua presenza ha sul nostro territorio». Insomma, un patrimonio di tutti e lo si capisce dai numerosi «Ci sarò» presenti nella bacheca Facebook dello stesso Consorzio Uno sotto il post di invito all’assemblea di dopodomani.


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