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La minaccia cagliaritana sull'Università

26 gennaio 2017

L’assemblea pubblica per la questione dell’affitto dei locali: spunta un vero nemico, la rimodulazione dei corsi.

Il Presidente Sanna: Il 7 febbraio incontreremo il rettore I docenti del nostro ateneo in predicato di insegnare in due nuovi corsi di laurea magistrale
di Michela Cuccu


ORISTANO Alla fine sono rimasti tutti fermi sulle proprie posizioni. Chi si attendeva novità dall’esito dell’assemblea convocata ieri pomeriggio dal Consorzio Uno per discutere dell’ordinanza di sgombero dei locali del Chiostro inviata dalla Provincia all’Università, probabilmente è rimasto deluso. Da una parte il presidente del Consorzio, Gianvalerio Sanna, deciso a non recedere di un millimetro dalle decisioni assunte dal Cda: niente sgombero e niente canone di locazione da pagare (178mila euro all’anno, è la cifra richiesta dalla Provincia) in quanto non dovuto. Dall’altra, Massimo Torrente, amministratore straordinario della Provincia, per nulla disposto a indossare i panni del liquidatore dell’università, che, oltre ad annunciare la prossima uscita dell’ente dal Consorzio Uno, ha ribadito la correttezza dell’azione «Che non ha lo scopo di cancellare questa realtà, ma è l’epilogo di un anno e mezzo di mancato dialogo». Nel mezzo di questa diatriba politico amministrava ci sono però gli studenti: 810 per quest’anno accademico, dei quali, 203 matricole. Se tutto potesse essere riconducibile a una difficoltà di comunicazione fra i vertici delle istituzioni, non sarebbe fantasioso immaginare che alla fine, anche questo comunque grave contenzioso, possa essere risolto e che i quattro corsi e la scuola di specializzazione universitari a Oristano non avrebbero nulla da temere.

Altre ombre incombono, invece, sul futuro di una realtà accademica considerata d’eccellenza se non altro per via di quella statistica che la porta ai vertici delle università isolane per la possibilità di collocazione nel mondo del lavoro dei suoi laureati. L’università di Cagliari, che assieme all’ateneo di Sassari assicura l’attività didattica del Consorzio Uno, vuole rivedere la convenzione stipulata vent’anni fa. Il magnifico rettore, Angela Del Zompo, ha infatti convocato il Consorzio per il 7 febbraio. All’ordine del giorno, la rimodulazione dei corsi. «L’obbiettivo è liberare alcuni docenti che attualmente insegnano a Oristano per destinarli a due nuovi corsi magistrali, nel campo dell’economia turistica e della biotecnologia farmaceutica da istituire a Cagliari – ha detto Gianvalerio Sanna –. Siamo decisi a resistere: non solo perché fortemente contrari a indebolire l’attuale offerta formativa del Consorzio Uno, ma anzi siamo già alla ricerca di nuovi partner privati che possano finanziare l’istituzione a Oristano dei corsi magistrali. Il nostro compito – ha concluso – è quello di tutelare il territorio e assicurare il diritto allo studio in questa provincia».

GLI INTERVENTI
Studenti, dipendenti e docenti sollevano le barricate

ORISTANO «L’università è il cuore di Oristano: se non ci fosse stata, io e altri ragazzi, non avremmo avuto l’opportunità di proseguire gli studi ma soprattutto di vedere aprire nuovi orizzonti per il futuro». Annalisa Del Pin, l’unica studentessa a prendere la parola, ha un piglio passionario. Strappa un lungo applauso quando terminando il suo breve intervento dice: «Forse vi fa paura che questi ragazzi studino, si preparino e vi sostituiscano». Che l’università a Oristano sia ormai una realtà irrinunciabile lo ribadiscono anche i dipendenti. Francesco Asquer, il direttore generale, apre i lavori dicendosi «commosso per tanta partecipazione». Spetta poi ai docenti prendere il microfono. Giuseppe Melis, professore di marketing, sottolinea il ruolo fondamentale che il Consorzio Uno svolge per quello che definisce «il diritto del territorio alla sopravvivenza», ricordando come la scelta su Oristano sia stata strategica per contrastare il record di abbandoni scolastici e il bassissimo numero di laureati. Raimondo Zucca, direttore della scuola di specializzazione di archeologia subacquea Nesiotikà ha sottolineato come l’attività accademica abbia proiettato Oristano in uno scenario internazionale. (m.c.)

IL MONDO POLITICO
Tutti in fila per evitare l’addio

Il sindaco Tendas: «Il vero problema non è il canone ma la chiusura»
ORISTANO «Il vero problema non è il canone d’affitto, ma l’eventuale perdita dell’attività accademica nel territorio». Il sindaco, Guido Tendas, interviene per ricordare: «Il problema non si può risolvere con una sollevazione popolare, ma con un tavolo di discussione fra i rappresentati degli enti». La politica locale di fronte al problema non è certo rimasta impassibile. Le dichiarazioni si moltiplicano su più fronti. Antonio Iatalese, per i giovani di Forza Italia, lancia accuse precise: «La Provincia non può comportarsi come una società per azioni: il suo fine sociale è ben diverso dal cercare di fare utili dai suoi immobili». Anche il presidente della commissione Bilancio del consiglio regionale, Franco Sabatini, definisce la vicenda dello sfratto «determinata da un cambio di rotta apparentemente immotivato, poichè la Provincia è uno dei soci fondatori del Consorzio Uno». Sollecitato dai consiglieri regionali del Pd Mario Tendas e Antonio Solinas, assicura «il massimo impegno garantire il futuro dell’università». Per la parlamentare Caterina Pes « serve un tavolo tecnico e la volontà di collaborazione da parte di tutti gli enti interessati a risolvere la difficile situazione dell’Università». (m.c.)


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