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Università, mobilitazione politica parliamone

29 gennaio 2017

Oristano - È successo. Anche a Oristano. La parola mobilitazione non esiste solo sul dizionario o nelle chiacchiere da tastiera che poi non si concretizzano in reazioni sul campo. Solo singoli settori avevano protestato o si erano mobilitati di fronte allo spauracchio poi svanito della chiusura di uffici pubblici come la Prefettura o il tribunale che comunque sono rimasti al loro posto. Altre proteste erano state portate avanti sempre per la sparizione di presidi territoriali dello Stato o della Regione.

La cancellazione di sedi periferiche di enti amministrativi o di servizi pubblici è stata in fondo assorbita senza troppo dolore in tutti questi anni: qualche manifestazione, toni alti magari sulla stampa da parte di qualche politico, la solita indignazione momentanea e poi, abbastanza in fretta, tutti si adeguavano alla nuova situazione. Nei giorni scorsi no. Non è andata così. Quando, di fronte alla città si è parata la possibilità che l’università venisse azzoppata, la reazione è stata vera e non solo da social network. Oristano ha dimostrato di sapersi mobilitare e andare al di là dei meri doppi fini che può avere la politica. Il dubbio che questi doppi fini abbiano aleggiato sopra lo scontro tra il Consorzio Uno che gestisce l’ateneo e la Provincia che è invece proprietaria dell’immobile, è rimasto in molti e non costituirebbe certo una novità. Quel che invece è quasi un inedito o comunque un ricordo di vecchia data è la grande partecipazione all’assemblea pubblica di mercoledì, dove accanto a dipendenti, docenti e studenti c’erano anche tante altre persone che, di fronte all’eventualità di perdere un’eccellenza della cultura locale, hanno deciso che era arrivato il momento di fare le barricate.

Fortunatamente la situazione non è così seria come era apparsa in un primo momento e qui si apre un secondo spunto di riflessione: quanto le forze politiche pronte alla sfida sul teatro delle comunali ormai prossime erano e sono disposte a usare la clava dell’università come arma da brandire nella campagna elettorale? La speranza di tutti coloro che nei giorni scorsi si sono uniti alla protesta è che il confronto non diventi una lotta senza quartiere in cui ogni pretesto diventa valido per fini esclusivamente personali o di fazione politica. Il bene pubblico va oltre gli sgambetti al rivale di turno da affossare nel giorno delle urne. (EC)
 
Incontro sull’università promosso dal pd
“Oristano Universitaria: perché serve, perché resta”: è questo il tema dell’incontro organizzato per venerdì 3 febbraio alle 17 nell’Hospitalis Sancti Antoni dal circolo cittadino del Pd. Interverranno Alessio Mandis, segretario provinciale del partito; Caterina Pes, parlamentare; Antonio Solinas e Mario Tendas, consiglieri regionali, Maria Del Zompo, rettore dell’Università di Cagliari.


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