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S'Urachi, scavi al via. A Mont'e Prama invece è tutto fermo

3 giugno 2018

SAN VERO MILIS. Archeologi al lavoro su reperti tardo fenici

Gli archeologi non hanno dubbi: «Verranno alla luce altre strutture di età tardo fenicio-punica. E poi chissà, le scoperte sono quasi sempre imprevedibili, come per esempio quell'enorme fossato con sponde in pietra scoperto anni fa e che forse aveva la funzione di drenaggio o come la porta del nuraghe conservata benissimo». Se la collina di Mont'e Prama tutto sembra tranne che un sito archeologico a causa della tantissima vegetazione cresciuta in questi mesi, attorno al nuraghe S'Urachi, uno dei maggiori monumenti nuragici dell'Isola che si estende maestoso su un dosso, nel territorio di San Vero Milis, è tutto pronto per iniziare una nuova campagna di scavo. Dal 25 giugno una ventina di archeologi saranno al lavoro in località Su Padru per riprendere gli scavi interrotti lo scorso anno quando già si intravedevano alcuni edifici interessanti risalenti a tremila anni fa.

GLI STUDIOSI Anche questa volta scenderà in campo una squadra internazionale di docenti, ricercatori e dottorandi provenienti dagli Stati Uniti e dalla Sardegna. Si tratta del proseguimento di un lavoro iniziato nel 2012, finanziato dalla Brown University e dall'amministrazione comunale di San Vero Milis. Gli studiosi saranno guidati da Peter Van Dommelen e dal direttore scientifico del sito nuragico Alfonso Stigliz. Con loro anche alcuni giovani studenti del liceo classico De Castro di Oristano che partecipano al progetto Alternanza scuola lavoro. Un lavoro instancabile il loro che lentamente sta portando alla luce millenni di storia.

IL SITO «Lavoreremo vicino alla vecchia strada provinciale - spiega l'archeologo Alfonso Stiglitz - dobbiamo continuare a mettere in luce alcune abitazioni che già si intravedono. Il nostro principale obiettivo è eliminare quel tratto di carreggiata che passa ai piedi del nuraghe, spero grazie a finanziamenti che dovrebbero arrivare. Con l'asportazione del manto stradale sarà possibile individuare tanto altro ancora come la prosecuzione del muro isodomo a blocchi tutti uguali di età tardo nuragica. Ma anche pavimenti punici e villaggi nuragici».

I LAVORI Gli scavi dureranno un mese. Poi tutte le scoperte verranno presentate nella biblioteca di Mandriola, un modo per far conoscere alla comunità e ai turisti in vacanza nella costa il patrimonio che si nasconde sotto la terra sanverese. Durante i lavori gli archeologi organizzeranno anche delle visite guidate sul sito.
Sara Pinna


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