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Prof in sciopero, salta l'esame

23 giugno 2018

UNIVERSITÀ. L'astensione dei docenti per farsi riconoscere gli scatti di anzianità del 2015

Gli studenti di UniCa attaccano: «Così danneggiano solo noi»
All'Università di Cagliari saltano i primi esami estivi a causa dello sciopero (nazionale) dei docenti e gli studenti, che per una volta si trovano dall'altra parte della barricata, non gradiscono. Con un post su Facebook i ragazzi di UniCa 2.0, una delle principali sigle degli universitari cagliaritani, contestano le modalità spiegando che «gli unici a subire disagi non sono l'Università o il Ministero dell'Istruzione, ma gli studenti, che non hanno colpe né possono incidere sulle richieste dei docenti». E concludono: «Condanniamo dunque questo sciopero perché indirizzato contro la categoria sbagliata e perché divide la comunità accademica».

I DOCENTI A replicare è Paola Devoto, ricercatrice del Dipartimento scienze biomediche e tra le promotrici a Cagliari della protesta nazionale guidata dal Movimento per la dignità della docenza universitaria. «Gli scioperi creano sempre dei disagi agli utenti, basta pensare a quelli nel trasporto pubblico, altrimenti non sarebbero tali. E in ogni caso le modalità sono le stesse dello sciopero messo in atto nell'autunno scorso e cioè tali da garantire la tutela di particolari categorie e in generale di tutti gli studenti che non sono certo la nostra controparte».

LE MODALITÀ L'astensione, così è stabilito, riguarderà infatti soltanto il primo esame della sessione estiva e nel caso sia comunque necessario recuperarlo (per evitare eccessivi affollamenti in quelli successivi) il professore potrà chiedere un appello straordinario a distanza di 14 giorni da quello saltato. Inoltre potranno regolarmente sostenere gli esami laureandi, borsisti, Erasmus e studenti in particolari condizioni di salute.

I RAGAZZI Martina Escana, di UniCa 2.0, chiarisce meglio il pensiero degli studenti: «Non contestiamo le motivazioni dello sciopero che anzi condividiamo - dice -, ma il fatto che i docenti abbiano scelto di astenersi nella sessione estiva, per noi la più importante, e in un momento politico molto particolare, nel quale l'impatto sul Governo appena nato è minimo mentre i disagi per gli studenti sono massimi. Inoltre se è previsto un solo appello a fine luglio ci chiediamo quando lo si recupera, visto che passati i 14 giorni si arriva ad agosto».

I PERCHÉ DELLO SCIOPERO Le ragioni della protesta sono legate al blocco degli scatti di anzianità. «Per tutto il personale della pubblica amministrazione il blocco è finito nel 2015 - spiega Paola Devoto - mentre per i docenti universitari solo nel 2016. Per questo chiediamo che, come per tutti gli altri, gli scatti ripartono dal 2015 e che inoltre la progressione tenga conto di questi anni mancati, cioè che ci venga riconosciuta almeno l'anzianità di carriera come è stato fatto per altre categorie, altrimenti nei cinque anni del blocco è come se non avessimo mai lavorato». Su 49mila docenti in tutta Italia hanno firmato la lettera di adesione in 6857 ma è quasi certo che allo sciopero parteciperà un numero maggiore di prof. «È già successo per lo sciopero dello scorso autunno: firmarono in 5mila ma aderirono in 11mila», conclude la professoressa Devoto.

IL RETTORATO Dal Rettorato, pur non intervenendo direttamente sul merito, sottolineano «il senso di responsabilità dei docenti che pur nella protesta hanno aderito alle indicazioni contenute nella lettera del Rettore tesa a non far perdere agli studenti borse di studio o altre agevolazioni». «Ciò significa - si evidenzia - che pur nella protesta non perdono di vista la responsabilità sociale che hanno nei confronti degli studenti. E a oggi non risultano anomalie o discordanze, nemmeno su segnalazione degli studenti».
Massimo Ledda


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