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L'Università di Oristano rischia lo scippo di alcuni corsi. Sull'affitto nessun accordo Consorzio-Provincia

26 gennaio 2017

Oristano - Non c'era da dubitarne: nessun passo indietro, posizioni ribadite, e contenzioso tra Consorzio Uno e Provincia più aperto che mai.

Nell’affollata assemblea pubblica convocata dal presidente del Consorzio Uno, Gian Valerio Sanna, dopo l’intimazione di sgombero dai locali del Chiostro del Carmine da parte dell’amministratore straordinario della Provincia di Oristano, Massimo Torrente, non c’è stato alcun riavvicinamento tra le parti in causa. Anzi, al pericolo di smobilitazione dei corsi universitari dal Carmine (con il sindaco di Cabras, Cristiano Carruas, che si è detto pronto a mettere a disposizione dell’Università gli immobili del comune lagunare. ndr), si è aggiunto un pericolo ancora più grave: la richiesta del rettore dell’Università di Cagliari di un incontro col Consorzio Uno per trattare la modifica della convenzione con l’Università di Oristano, col malcelato intento di trasferire alcuni corsi di laurea da Oristano a Cagliari.

Ma ritorniamo all’assemblea, introdotta dal direttore del Consorzio Uno, Francesco Asquer. Dopo aver ringraziato gli studenti “…che con questa partecipazione dimostrate, senza più alcun dubbio, che questa istituzione universitaria appartiene a voi, alla comunità e non a qualche amministratore che temporaneamente vi passa”, il presidente del Consorzio Uno, Gian Valerio Sanna, ha sviluppato due questioni: il rapporto tra Consorzio e Provincia, dopo la richiesta di un canone d'affitto per il Chiostro del Carmine; e, come detto, la richiesta di un incontro del rettore di Cagliari per la modifica della convenzione. Sanna ha premesso che in tutta la vicenda ha sempre agito non in nome personale, o in veste di soggetto che vuole attivare una polemica politica, “…ma sempre con il mandato pieno e totale del Consiglio direttivo del Consorzio Uno, che attraverso me esprime le sue posizioni. Dunque, se il commissario della Provincia e qualche altro commento politico che ho registrato vogliono metterla in rissa con me non ci riusciranno, nè ci sono riusciti. A costoro ricordo che non ho mai avuto bisogno di utilizzare le cariche e le responsabilità per fare le mie battaglie politiche personali, che ho sempre affrontato e vinto spoglio di qualunque carica. Il commissario della Provincia afferma che avrei meritato la provocazione della sua intimidazione allo sfratto a causa dei miei ripetuti atteggiamenti non collaborativi? Vediamoli, dunque, questi atteggiamenti…”. Sanna ha quindi elencato un carteggio (una cartella con le fotocopie di 14 lettere è stata poi consegnata ai giornalisti. ndr) a partire dal dicembre 2015 tra Università e Provincia, contenente proposte e argomentazioni sul tema,  “…che evidentemente Torrente fa finta di non aver mai letto”, e tra queste anche una missiva all’assessore regionale all’Istruzione, dove si espone il problema  al governo regionale alla ricerca di soluzioni.

Visto che in un precedente comunicato Torrente aveva affermato che l’ingiunzione di sfratto era stata una provocazione, a causa del comportamento non collaborativo del presidente del Consorzio Uno, Sanna ha sottolineato che da quando è stato nominato (il 14 luglio 2015) “…Torrente si è presentato alle riunioni del Consorzio solamente una volta (il 22 dicembre 2015), nonostante da allora si siano tenute ben 6 riunioni del direttivo e 3 dell’assemblea generale, nelle quali si è diffusamente, in sua assenza purtroppo, parlato e discusso della problematica”. Il presidente del Consorzio Uno ha poi ricordato come “…lo statuto che la Provincia ha sottoscritto afferma che gli studi universitari si terranno in locali messi a disposizione dall’Amministrazione provinciale. Con tale disposizione si voleva rinviare alla delibera del Consiglio provinciale (n.31 del 10 marzo 1995) con la quale la Provincia ha modificato la precedente destinazione d’uso del Monastero del Carmine per destinarlo agli studi universitari”,  e nel contempo  avrebbe cercato di reperire i fondi per la costruzione di una idonea sede universitaria. “Il tutto – ha detto ancora Sanna - senza neppure aver il bisogno di dirlo, visto che allora ero preseident della Provincia e lo posso attestare, a titolo gratuito, essendo evidente che la nascente Università non disponesse di una sola lira per affitti o quant’altro.

Dunque non vi è nessun canone da pagare - ha proseguito Sanna -, ma la cosa grave è che la Provincia, a seguito di un adempimento che riguarda il processo di razionalizzazione delle partecipate, ha di sua arbitraria volontà approfittato di un adempimento volto alla razionalizzazione di eventuali costi sostenuti, per generarsi una risorsa finanziaria nuova. Lo scopo dichiarato dalla Provincia nel “Piano di razionalizzazione delle partecipazioni societarie” è quello di realizzare “opportuni risparmi”!. Il Consorzio, però, non grava  sul bilancio della Provincia, che non sborsa un euro per l’Università. Dunque, a ben vedere, la Provincia non intende realizzare risparmi sul Consorzio quanto ottenere una nuova entrata. E questo è inaccettabile e vergognoso. Lucrare sul Consorzio – ha aggiunto Gian Valerio Sanna - per compensare le dichiarate diminuzioni dei fondi di funzionamento da parte della Regione, ed è per questo che fin che ci sarò io, e finché le condizioni statutarie saranno queste, non sottoscriverò mai un contratto oneroso per affitti a carico del futuro dell’Università di Oristano. Peraltro, la norma (commi 611 e 612 della L.190 del 2014) non chiedono questo dall’adempimento normativo, ma fanno riferimento a costi di funzionamento a carico della Provincia sulle partecipate, oppure a risparmi da conseguire, cosa che non esiste nel nostro caso”. Nel proseguo del suo intervento Sanna ha citato, fra l'altro, anche l’offerta del sindaco di Cabras , “…mentre i rappresentanti politici locali (il riferimento ai consiglieri regionali del Pd, Mario Tendas e Antonio Solinas non è per niente casuale. ndr) mandano segnali di forte interessamento, anche con messaggi Ansa, promettendo e sollecitando il rinvenimento dei soldi, nel più classico dei giochetti della politica populista e meschina. Se questi signori davvero devono trovare soldi aggiuntivi li diano direttamente alla Provincia, così evitano anche qualche procedura di responsabilità contabile presso la Corte dei Conti. Questi trucchi della politica, che interviene non per dimostrare di aver prevenuto i problemi ma per mettere pezze meschine, la conosciamo.

Ma dove erano – ha denunciato Sanna - questi signori che ora si dimenano in un interessamento eroico sull’Università di Oristano quando, nel 2014, in consiglio regionale venivano tolti all’Università, a settembre, nel pieno dello svolgimento delle attività didattiche, 450 mila euro sul finanziamento annuale, disponendo il collasso della realtà universitaria? Si sono informati che questo è un servizio pubblico, che ha 810 studenti, di cui 208 al primo anno, ed ha sfornato ben 1020 laureati nei 20 anni di lavoro in trincea per difendere le appena sufficienti risorse che ogni anno vengono stanziate? Dove erano lor signori quando abbiamo dovuto stringere la cinghia, eliminare servizi agli studenti, ridurre l’orario di lavoro dei dipendenti e lo stipendio di 25 persone, per recuperare con due anni di sacrifici il buco che era sotto i loro occhi e che con i loro voti ci era stato propinato? Chi si è mai alzato nelle aule istituzionali per difendere il Consorzio di Oristano?  Mi fermo qui sulla decenza di alcune posizioni di una classe politica locale inqualificabile e prigioniera dei propri tornaconti”.

A Gian Valerio Sanna ha risposto l’amministratore straordinario della Provincia, Massimo Torrente, intervenuto subito dopo, che ha contestato quanto affermato dal presidente del Consorzio Uno. “Non ci sto – ha detto Torrente - a passare per colui che vuole distrugger l’Università, non sono l’uomo nero, non sono “Mommoti”. Il messaggio che si vuol far passare su di me non è accettabile, così come non è accettabile l’equazione richiesta del canone d’affitto uguale chiusura dell’Università. La richiesta proviene dall’Amministrazione provinciale che mi ha preceduto per un “contenimento dei costi” e io non ha fatto altro che ribadirlo. Non esiste alcun atto ufficiale che stabilisca l'uso a titolo gratuito dei locali del Monastero e, d’altro canto,  la Corte dei Conti non lascia alternative alla richiesta di un canone d'affitto per quei locali". Torrente ha poi rimarcato come per 20 anni il Consorzio Uno abbia usato il Chiostro senza alcun problema, “…ma il piano di razionalizzazione delle partecipate non l’ho certo voluto io e ho quindi dato disposizioni agli uffici per determinare il canone prima di 280 mila e poi di 178 mila euro. Come Provincia abbiamo richiesto il canone d'affitto per circa un anno e mezzo ma il presidente del Consorzio Uno l’ha sempre rifiutato”. Torrente ha poi sottolineato come, alla pari delle altre istituzioni, anche la Provincia ritenga importante il ruolo dell’Università oristanese e come sia necessario trovare una soluzione "...che deve però passare attraverso la sottoscrizione di un contratto di affitto non simbolico; in caso contrario – ha detto Torrente -, visto che gli studi universitari non sono competenza della Provincia, usciremo presto dal Consorzio Uno".

Il secondo tema, altrettanto delicato, trattato dal presidente del Consorzio Uno durante l’assemblea riguarda la convenzione con l’Università di Cagliari che il rettore vorrebbe cambiare, e per questo motivo avrebbe convocato i rappresentanti del Consorzio per il prossimo 7 febbraio. “Da nostre informazioni – ha detto Gian Valerio Sanna - ci sarebbe all’orizzonte un declassamento del corso di laurea in Economia e Gestione dei Servizi turistici in Corso di Economia aziendale. L’operazione dovrebbe servire a liberare un certo numero di docenti cosiddetti garanti per istituire un corso di Turismo a Cagliari. Si vorrebbe, inoltre, istituire a Cagliari anche un corso di Biotecnologie Farmaceutiche, che andrà, inevitabilmente a fare concorrenza al nostro corso di Biotecnologie Industriali. Ciò che non è accettabile è che l’Università statale possa comprimere l’offerta formativa della sede decentrata di Oristano, che altro non è se non l’esito di una volontà della Regione, che ha finanziato l’Università di Oristano con il preciso scopo di riattivare e sviluppare la crescita e l’alta formazione nelle aree interne e depresse della regione, anche sulla base di varie inchieste parlamentari e indagini socio-economiche sulle ragioni del malessere in Sardegna. Dunque, non è un tema questo che si può circoscrivere alla convenzione, e con una nota (del 17 gennaio scorso) abbiamo chiesta all’assessore regionale all’Istruzione Firinu di accompagnare la nostra delegazione all’incontro, per dare risalto al valore di questa scelta, in modo tale che non venga depauperata una realtà ed una eccellenza universitaria esclusivamente per esigenze di cartello accademiche e centralizzanti”. Sanna ha concluso ribadendo l’impegno del Consorzio Uno “…a tutela della serenità degli studenti, delle famiglie e dei cittadini di questo territorio, perché un diritto allo studio universitario sia mantenuto e, se possibile, migliorato. Molti ragazzi dalle altissime qualità scientifiche che avrebbero potuto rimediare prospettive del tutto diverse dalla laurea, hanno avuto modo, proprio grazie all’Università di Oristano, di superare anche la crisi economica e strutturale che non permetteva alle proprie famiglie di supportarli negli studi, aprendo loro scenari migliori. Questo abbiamo rappresentato e vorremmo ancora rappresentare. Al commissario della Provincia Torrente vorrei segnalare una strada di uscita dal vicolo cieco in cui si è posto, leggendo un passo della delibera della Corte dei Conti della sezione Veneto su un caso analogo al nostro. Dice il Collegio: “L’ente locale, non deve perseguire, costantemente e necessariamente, un risultato soltanto economico in senso stretto nell’utilizzazione dei beni patrimoniali, ma, come ente a fini generali, deve anche curare gli interessi e promuovere lo sviluppo della comunità amministrata”, e suggerisce che “…si impone all’ente di ricercare tutte le alternative possibili che consentono un equo temperamento degli interessi in gioco e che consentano il minor sacrificio possibile degli interessi collettivi”. Queste sono le norme che non devono far paura ma che devono poter sfidare chi amministra oggi”. Dopo Gian Valerio Sanna e Massimo Torrente sono intervenuti, per ribadire l’importanza dell’Università di Oristano, e dell'Università diffusa in generale, la studentessa Annalisa Delpin, i docenti Giuseppe Melis e Momo Zucca, e il sindaco di Oristano Guido Tendas.


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