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«L'Ateneo sarà il motore della rinascita della città»

11 gennaio 2019

Parla il nuovo direttore generale Nicoletti, romano 49enne, arrivato da Perugia
“Servizi, internazionalizzazione, innovazione e bellezza sono le parole d’ordine”
di Giovanni Bua


SASSARI Servizi per gli studenti, da attirare, coccolare, convincere. Internazionalizzazione, per aprirsi al mondo. Semplificazione e trasparenza, per una struttura più efficiente e sostenibile. Innovazione degli strumenti di lavoro, e nella raccolta e gestione dei dati. Snellimento della burocrazia, e apertura a tutto ciò che è nuovo. E soprattutto al bello. È tutt'altro che "tecnico" l'approccio del nuovo direttore generale dell'università Cristiano Nicoletti, romano classe '69 in carica dal 1 gennaio e strappato dal rettore Massimo Carpinelli all'agguerrita concorrenza di una serie di Atenei di prima fascia.

Perché l'ex Dg dell'università per stranieri di Perugia è un "primo della classe", non foss'altro che per il suo ruolo, confermato di recente per un secondo mandato, di presidente del Codau, l'associazione dei direttori generali della università italiane che, per citare alcuni dei suoi compiti, instaura e cura rapporti con ministeri, Crui, sindacati, parlamento e governo «per favorire omogenee applicazioni delle normative di riferimento».«L'Università di Sassari non ha bisogno di presentazioni - spiega - è un Ateneo dalla lunghissima storia, che ha avuto un ruolo di primo piano nella formazione della classe dirigente nazionale, e con un radioso futuro davanti a sè. Venire qui è dunque un onore, anche se devo ammettere che la cosa che mi ha convinto più di tutte è il dinamismo del rettore, l'immediata sensazione che avessimo gli stessi progetti, le stesse ambizioni». Progetti e ambizioni che prima di tutto guardano al mondo: «La mia esperienza a Perugia è sicuramente preziosa. Anche perché porto in dote l'idea di una città che si deve mettere completamente al servizio degli studenti, dell'università.

Ogni studente porta con sè ricchezza, dal punto di vista economico, sia per gli 800 euro in media che spende ogni mese che per tutto l'indotto che intorno a lui cresce, ma anche dal punto di vista di rivitalizzazione urbana. L'università di Sassari è nel cuore di un centro storico che mi riprometto di conoscere meglio, e nel quale ho preso casa. Ma che mi dicono che ha bisogno di essere rilanciato. Ecco io sogno un centro dove ci siano student-hub come quelli inaugurati da poco dal rettore, aperti a ora tarda e nel week-end. E insieme luoghi di aggregazione, residenzialità diffusa, servizi». Attrattori indispensabili in un momento in cui la competizione tra Atenei e massima: «Per attrarre studenti - spiega Nicoletti - oltre alla qualità didattica che non si discute, servono servizi di eccellenza, innovativi. E anche belli. Ecco una delle mie priorità sarà quella di rendere belli e accoglienti i "luoghi" dell'università, anche perché il bello è contagioso».A questo Nicoletti, che è anche nel Cda della Fondazione Eni e membro della consulta del consorzio interuniversitario Cineca, vuole poi affiancare: «Un profondo rinnovamento della "macchina" dell'Ateneo.

Seguendo il solco già chiaramente tracciato dal precedente direttore generale con la riduzione delle aree amministrative. E disegnando un'università dagli obiettivi chiari, trasparenti, condivisi. Con grande attenzione per la comunicazione esterna, con presenza sui social e su tutti i canali di informazione, ma anche offrendosi come vetrina a tutte le iniziative che possano essere utili ai nostri studenti. Ma anche alla comunicazione interna, con un occhio attento alla smaterializzazione, al taglio della burocrazia e all'innovazione degli strumenti e dei metodi di lavoro. Come Codau mettiamo a punto le "migliori pratiche" a cui gli atenei si dovrebbero uniformare. E di cui Sassari diventerà esempio». Un programma che alza ulteriormente l'asticella sui già ambiziosi piani dell'ateneo turritano.«Molti - chiude Nicoletti - vedono le università come luoghi ingessati e chiusi nelle loro tradizioni. Quei tempi sono passati, e anzi l'università deve essere il motore dell'innovazione e del cambiamento. Tracciare la strada e aiutare il territorio a crescere insieme a lei. Questa la nostra ambizione, o meglio la nostra missione».


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