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La Sardegna crocevia del mondo antico

13 febbraio 2019

Apre domani a Cagliari "Le Civiltà e il Mediterraneo", grandi musei internazionali per raccontare un universo di scambi
di Paolo Curreli

CAGLIARI -  La Sardegna al centro della storia antica del Mediterraneo, crocevia di un intrico di rotte, punto focale degli spostamenti di merci, idee e persone. È questo che racconta la grande mostra "Le Civiltà e il Mediterraneo" che apre le sue porte domani (visitabile fino al 16 giugno) al Museo Archeologico Nazionale di Cagliari e al Palazzo di Città. Un'esposizione che nella sua genesi sembra simboleggiare quelle connessioni di culture avvenute nel Mediterraneo dal Neolitico (7500 anni fa) fino a metà del primo millennio a.C. Un simbolo di incontro perché coinvolti con il Polo museale sardo, la Regione e la Fondazione Sardegna, sono l'Ermitage di San Pietroburgo, il museo Archeologico Nazionale di Napoli, il Bardo di Tunisi, l'Archeologico di Salonicco e il Museo di Berlino. Un lungo percorso di scambi, tra l'isola e queste importanti istituzioni internazionali, iniziati nel 2015 con la mostra "Eurasia - fino alle soglie della storia", che ha inaugurato i rapporti con il Museo Statale Ermitage e nel 2017 con il convegno "Le Civiltà e il Mediterraneo - grandi musei a confronto". Al centro della mostra 550 reperti: con 20 opere che raccontano l'archeologia preistorica sarda e i rimanenti - messi a disposizione dagli altri musei - le diverse civiltà del Mediterraneo. «"Le Civiltà e il Mediterraneo" - dice Barbara Argiolas, assessora regionale del Turismo, Artigianato e Commercio - è per noi una sfida importante. Prima di tutto è un grande investimento, che come Regione abbiamo potuto fare spendendo bene i soldi europei.

E lo abbiamo realizzato proprio perché crediamo nelle fortissime potenzialità del turismo culturale per lo sviluppo della Sardegna: siamo un'isola dalla storia antichissima e affascinante, con un patrimonio archeologico e storico originale e unico in tutto il Mediterraneo, che vogliamo raccontare, valorizzare e promuovere affinché diventi un vero attrattore di turismo verso la Sardegna in ogni periodo dell'anno e sia motore di sviluppo. È uno degli obiettivi principali del Piano strategico "Destinazione Sardegna 2018-2021", col quale abbiamo tracciato in modo condiviso con chi fa turismo in Sardegna il percorso per uno sviluppo sostenibile attraverso la valorizzazione delle unicità che i viaggiatori possono vivere nella nostra isola. Infine - conclude Argiolas -, la mostra è anche un progetto scientifico di alto valore perché mette insieme istituzioni culturali europee e mediterranee di grande prestigio ed è frutto dell'intesa col Museo Ermitage di San Pietroburgo, firmata lo scorso anno insieme al Mibac-Polo Museale della Sardegna, Comune di Cagliari e Fondazione di Sardegna».Il progetto della mostra curato da Yuri Piotrovsky del Museo Statale Ermitage, Manfred Nawroth del Pre and Early History-National di Berlino, in collaborazione con Carlo Lugliè, docente all'Università di Cagliari, sembra annunciare non solo un'esposizione di reperti affascinanti, ma una pietra miliare sulle più aggiornate scoperte della ricerca scientifica. Sicuramente una descrizione del tutto nuova della grande civiltà delle mille torri fiorita in Sardegna. Come ha scritto recentemente sulla stampa nazionale a proposito della mostra di Cagliari l'archeologo Raimondo Zucca: «La Sardegna esce dal paradigma di "isola prigione" acquisendo nella coscienza storiografica contemporanea, il ruolo di carrefour in una ruta de las islas che dall'antichità porta al medioevo». Non più una civiltà di uomini chiusi in una fortezza isolata di pietra, ma uno snodo di esperienze al centro delle strade che attraversano la pianura liquida del Mediterraneo.


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