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Sassari, l'Ateneo cresce: nasce la scuola superiore

27 giugno 2019

Sarà la prima in Sardegna e verrà creata sul modello della Sant'Anna di Pisa
Il rettore Carpinelli: è rivolta ai giovani sardi costretti a emigrare per studiare
di Paoletta Farina


SASSARI - Cinque milioni e mezzo di euro per creare in Sardegna la prima Scuola superiore di ateneo, sul modello della Sant'Anna di Pisa, per investire su studenti, docenti e ricerca e potenziare didattica, servizi e infrastrutture. È il contenuto del piano di investimenti 2019-2020 che l'università ha varato (l'hanno già approvato tutti gli organi accademici) per proseguire nel solco della modernizzazione e rendere sempre più appetibile l'ateneo sassarese non solo agli studenti sardi, ma anche a quelli italiani e stranieri. «È la prima volta che Uniss presenta un progetto organico di questa portata con una visione strategica per il suo rilancio - afferma con soddisfazione il rettore Massimo Carpinelli -. Faceva parte del mio programma quando mi sono insediato e ora lo realizzeremo grazie a una oculata e attenta gestione delle nostre risorse che ci consente di "volare" verso gli obiettivi prefissati». Scuola superiore di Sardegna. A disposizione per la sua istituzione ci sono 710mila euro. Il bando per l'accesso verrà pubblicato entro luglio. «Abbiamo voluto pensare in primo luogo ai giovani sardi che se vogliono compiere studi di livello superiore devono rivolgersi ad altri centri universitari della penisola - spiega il professor Carpinelli -, con lo sforzo economico che ciò comporta per le loro famiglie. Garantiamo così a ragazzi particolarmente motivati e meritevoli di poter sviluppare i loro talenti». Potranno iscriversi alla Scuola superiore di Sardegna gli studenti di lauree triennali, specialistiche, dottorato e scuole di specializzazione. Sono previsti incentivi: ogni allievo ha accesso a una borsa di studio di seimila euro annui ed è esonerato dalle tasse universitarie.

Ma anche attività formative interdisciplinari. Un tutor, sul modello delle scuole anglosassoni, sarà punto di riferimento per ciascuno studente. Corsi saranno tenuti anche da visiting professor di chiara fama. Un nucleo di docenti dell'ateneo sarà il punto di forza della Scuola superiore che formerà i migliori studenti sia nei campi scientifici che delle discipline umanistiche e sociali. L'istituzione della Scuola ha già avuto l'apprezzamento degli universitari, attraverso un sondaggio curato dall'ateneo. I corsi saranno aperti anche alla partecipazione di studenti non iscritti, perché l'importante è far circolare il sapere.Ricerca. Con 2 milioni 831mila euro di risorse è il capitolo di maggior spesa nel piano di investimenti dell'ateneo turritano. «Sappiamo che la ricerca nelle università italiane è sotto finanziata - spiega il rettore -. È per questo che vogliamo incrementare con nostre risorse la possibilità per il corpo docente di svolgere un'attività basilare. Perciò assegneremo finanziamenti sulla base dei singoli progetti e forniremo budget per la ricerca favorendo la partecipazione e l'organizzazione di seminari e convegni, missioni, nonché l'acquisto di materiali bibliografici». Formazione e didattica. Investire sulla formazione degli insegnanti e sugli strumenti di supporto alla didattica è l'altra parola d'ordine. Un milione 540mila euro verranno destinati allo scopo.

Con l'obiettivo di creare una comunità di docenti che possano condividere le loro esperienze di buone prassi di insegnamento e promuovere l'innovazione didattica tra i colleghi. Il rettore Carpinelli parla di una positiva "contaminazione" che partirà da un nucleo di sessanta docenti volontari, i primi ad essere formati. Ma didattica significa anche avere supporti efficienti. Gli uffici tecnici stanno visitando aule, biblioteche e laboratori per verificare le esigenze, duecento locali nei quali sarà necessario portare servizi, strumenti e innovazione. Internazionalizzazione. Il professor Carpinelli ha sempre puntato sull'apertura dell'ateneo sassarese al mondo e vuole incrementare i corsi di studio internazionali nei dieci dipartimenti. A disposizione ci sono 210mila euro per lavorare su un'estensione dell'offerta attraverso fondi ad hoc per la formazione del personale e per missioni e docenti a contratto.E-learning. L'ateneo vuole raggiungere i suoi iscritti ovunque se, per svariati motivi (da una malattia a un trasferimento all'estero) non possono frequentare in sede. Quindi via ai supporti telematici anche per dare più forza al concetto di università inclusiva. Verrà avviato un progetto pilota con alcuni corsi di laurea che in seguito verrà esteso a tutti. «Il piano di investimenti 2019-2020 viene realizzato senza nessun taglio ai settori - tiene a precisare Massimo Carpinelli - e solo nell'ottica di uno sviluppo del ruolo che l'Accademia svolge». Con 650 tra docenti e ricercatori e 500 impiegati e tecnici, l'Università è una grossa azienda, gli iscritti sono in aumento si pera di confermare il trend, nonostante sia in agguato il decremento demografico.


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