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Lavorare dopo il diploma? Si può

23 gennaio 2019

Al top il Pischedda di Bosa: 4 allievi su 10 trovano impiego entro un anno

In un territorio dove un giovane su due cerca lavoro, il diploma aiuta. Eduscopio, il progetto di ricerca della Fondazione Agnelli, ha promosso diversi istituti che più di altri hanno fornito buone competenze, preparazione adeguata e spendibile con successo nel difficile mondo del lavoro.
Il “Pischedda” di Bosa e il tecnologico “Othoca” di Oristano ottengono i punteggi più alti. Bene anche il “Mossa” e il “Mariano IV” di Ghilarza.

BOSA Il “Pischedda” ha seicento studenti, indirizzo agrario e alberghiero: agricoltura 4.0 e allevamento in un'azienda agraria di 500 ettari con ristorazione a 360 gradi.
Per Eduscopio è la scuola che più di tutte apre le porte del lavoro. Più di 4 diplomati su dieci trova impiego nel giro di un anno a circa 15 chilometri da casa. Per il 75 per cento il lavoro è coerente col titolo di studio. «Il successo è il frutto della costruzione personalizzata del percorso per lo sviluppo delle competenze e l'orientamento che viene realizzato fin dal primo momento per ogni studente - spiega la dirigente Rosella Uda - Il percorso, fortemente legato al territorio, comprende l'alternanza scuola-lavoro presso strutture e aziende nel territorio regionale e all'estero; esperienze importanti per accrescere le competenze professionali che nel tempo ha reso i nostri studenti competitivi nel mondo del lavoro».

ORISTANO Il tecnologico, ha circa mille studenti, forma&sforna periti meccanici, elettricisti, geni dell'informatica. Eduscopio certifica che 3 diplomati su 10, nel giro di 246 giorni, trovano lavoro a una distanza di 23 chilometri da casa; il 30 per cento continua all'università, la restante parte è in attesa oppure si è spostata all'estero. Il dirigente Franco Frongia: «Il tipo di scuola gioca un ruolo importante ma senza le attrezzature, gli strumenti fondamentali e una didattica attenta questo risultato non sarebbe stato possibile. Disponiamo di 30 laboratori ad alta tecnologia, promuoviamo progetti innovativi ma senza dimenticare le cose normali. Ai nostri ragazzi che vanno nelle aziende la prima cosa che chiedono è: Sai mettere le mani in un impianto meccanico, elettrico o informatico? Niente di complicato, molto semplice». La foto di Eduscopio non inquadra l'intero mondo scolastico.  Non il Liceo artistico di Oristano ad esempio: 400 studenti, e una delle tre scuole di ceramica più importanti d'Italia. «Non solo, è una vera fucina artistica che dalla ceramica e la pittura spazia nello spettacolo e persino nella moda - spiega il dirigente, Pino Tilocca - Tanti giovani nel corso degli anni si sono affermati anche livello internazionale». Dallo scorso anno il Liceo artistico è stato accorpato al Classico “De Castro”: «I nostri licei sono scuole normali per ragazzi speciali - continua Tilocca - Un esempio: al Classico su 125 maturati soltanto uno non ha proseguito all'università».
Antonio Masala


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